Ue

Eurocamera vara nuova Pac, più verde e più orientata sui giovani. Tutto pronto per i negoziati

Dopo quasi due anni e mezzo di negoziato, la Politica agricola comune del dopo 2022 accelera in una settimana.

I ministri dell’agricoltura europei hanno adottato la loro visione sulla riforma martedì notte. Venerdì 23 ottobre è stata la volta dell’Europarlamento, che dopo quattro giorni di lavori in plenaria ha approvato gli emendamenti sui tre regolamenti della Pac. Insomma, tutto è pronto per iniziare i negoziati tra le tre istituzioni Ue, affinché si trovi un assetto definitivo per i tre regolamenti della proposta presentata dalla Commissione europea nel 2018, ed emendata da Consiglio ed Eurocamera.

Destinazione Fondi

Gli eurodeputati vogliono destinare almeno il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale e almeno il 30% di quelli degli aiuti diretti a misure verdi. Questi ultimi sono concepiti come incentivi per gli agricoltori, che vanno oltre gli impegni Pac esistenti che vincolano l’erogazione degli aiuti alle prestazioni ambientali in azienda.

Secondo gli eurodeputati, inoltre, i budget nazionali dei pagamenti diretti dovrebbero essere riservati per il 60% al sostegno al reddito, e il 6% dovrebbe essere mirato alle aziende piccole e medie. L’Europarlamento propone di aumentare le risorse per le emergenze e le crisi rispetto alla proposta della Commissione, con una ‘riserva’ che parte da 400 milioni e potrebbe essere accumulata negli anni fino ad arrivare fino a 1,5 miliardi.

Massimale volontario e giovani

I deputati hanno votato per ridurre progressivamente i pagamenti diretti annuali agli agricoltori al di sopra dei 60mila euro e poi fissarne il massimale a 100mila. Ma i leader europei nell’accordo di luglio hanno già stabilito che il meccanismo sarà volontario per gli Stati. L’Eurocamera chiede infine di riservare almeno il 4% dei fondi totali (aiuti diretti e sviluppo rurale) ai giovani e riconosce esplicitamente il ruolo delle Regioni, laddove la bozza di riforma della Commissione prevede gli Stati come soli interlocutori.

Obblighi ambientali

Di certo, dal 2023 ci saranno più obblighi ambientali per gli agricoltori, nonostante Ong ed alcuni eurodeputati abbiano ritenuto queste proposte insufficienti. Da un lato i tre gruppi politici maggiori, che hanno assicurato una maggioranza piuttosto ampia. Dall’altro i Verdi, la Gue e le Ong con un’agguerrita opposizione dentro l’Eurocamera e sui social media.

All’inizio di quest’anno, infatti, 3.600 scienziati avevano chiesto una revisione della Pac, ritenuta una delle cause fondamentali dell’incremento dell’inquinamento, della perdita di biodiversità e dell’acuirsi dell’emergenza climatica in Europa.

Fonte (ANSA)

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