Zootecnia sostenibile e agricoltura di precisione: l’Umbria al Mini Camp Lombardia

Sommario: Dal 16 al 18 settembre la Regione Umbria e l’Università degli Studi di Perugia hanno partecipato a Lodi al Mini Camp 2026 di Accademia Rete PAC. È stata un’esperienza di ricerca-azione partecipata che ha coinvolto 45 studenti universitari provenienti da tutta Italia.

Tre giorni di lavoro sul campo tra stalle robotizzate, risaie e laboratori di agricoltura digitale. Si è svolto a Lodi, dal 16 al 18 settembre 2026, il Mini Camp “Connessioni in campo – Innovazione tecnologica e zootecnia sostenibile in Lombardia”. L’iniziativa è promossa da Accademia Rete PAC, il percorso formativo del Programma Rete nazionale della PAC 2025-2027 cofinanziato dal FEASR. Il Mini Camp è stato organizzato dal CREA con i Centri Politiche e Bioeconomia, Ingegneria e Trasformazione Agroalimentare, Zootecnia e Acquacoltura, insieme alle Regioni e alle Università partner e con la collaborazione tecnico-scientifica di Està.

Tra le Regioni partner c’era l’Umbria. La delegazione era composta dalla Prof.ssa Bianca Maria Torquati dell’Università degli Studi di Perugia, accompagnata da sei studenti, e dal dott. Stefano Piccardi per la Regione Umbria. Piccardi è anche responsabile tecnico-scientifico regionale del progetto. Complessivamente hanno partecipato circa 70 persone: 45 studenti selezionati attraverso una precedente fase di formazione, docenti universitari, referenti regionali, ricercatori CREA e operatori della Rete.

Le visite aziendali

Il cuore del Mini Camp sono state le visite a realtà produttive che applicano soluzioni innovative per la sostenibilità degli allevamenti.

La prima tappa è stata l’Azienda Agricola Fedeli di Locate Triulzi (MI), un’azienda da latte che ha sede nella cascina storica Resentera. Qui i partecipanti hanno potuto osservare le strutture aziendali innovative, i robot di mungitura e i sistemi di misurazione dell’attività motoria e della ruminazione delle bovine. L’azienda integra, inoltre, la produzione di latte e carne con la coltivazione del riso e la produzione di energie rinnovabili, secondo un modello integrato e sostenibile.

Nel pomeriggio il gruppo ha visitato la Società Agricola Grugni – La Nuova Corte. La sua nuova stalla ad alta innovazione tecnologica è dotata di analizzatori della qualità dell’aria, sistemi radar per gli impianti di raffrescamento, sensori di monitoraggio degli animali e robotizzazione della distribuzione dei foraggi.

La terza giornata si è svolta al CREA Ingegneria e Trasformazione Agroalimentare di Treviglio (BG), con un laboratorio pratico di agricoltura di precisione. Gli studenti hanno preparato mappe di variabilità e digitalizzato un’operazione agricola. Hanno inoltre assistito alla trasmissione delle informazioni a macchine 4.0 e a una dimostrazione di distribuzione a rateo variabile, con trattrice geolocalizzata ISOBUS, spandiconcime, irroratrice e seminatrice.

Il metodo: imparare facendo, insieme agli agricoltori

La peculiarità dei Mini Camp è l’approccio didattico. Gli studenti non assistono a lezioni frontali: seguono un percorso di ricerca-azione partecipata e affrontano con gli agricoltori sfide concrete legate all’adozione delle tecnologie digitali e alla gestione sostenibile degli allevamenti.

Nella prima giornata i gruppi di lavoro, guidati dai facilitatori di Està, hanno pianificato l’indagine con strumenti di analisi SWOT. In serata hanno condotto focus group con gli stakeholder e le aziende. Durante le visite hanno applicato l’osservazione partecipante, orientati dai docenti dell’Università di Milano e dai ricercatori CREA. Nelle Officine delle idee, sessioni di brainstorming e lavoro di gruppo, gli studenti hanno elaborato il proprio quadro logico su temi specifici: prevenzione delle patologie e riduzione degli antibiotici, longevità delle bovine, qualità del latte, benessere animale e comunicazione al consumatore, con l’allevatore inteso come presidio ambientale.

Il percorso si concluderà con la redazione di un case study, che sarà sottoposto all’approvazione del comitato accademico del Comitato tecnico scientifico.

Per l’Umbria la partecipazione al Mini Camp conferma il valore della collaborazione tra Regione e Università nel quadro della Rete PAC. È un’occasione per avvicinare le nuove generazioni di agronomi e tecnici alle esperienze più avanzate di innovazione in agricoltura e zootecnia. Queste competenze potranno poi tornare utili anche nel contesto produttivo regionale.