L’Umbria sul palcoscenico dell’alta cucina: agrobiodiversità, territorio e nuovi chef a Identità Golose 2026.

Per la prima volta come regione ospite al più importante congresso internazionale di alta cucina, l’Umbria porta a Milano il meglio del suo patrimonio agroalimentare, sette chef d’autore e una visione del futuro gastronomico radicata nella terra.

Un palcoscenico nazionale per il cuore verde d’Italia

Dal 7 al 9 giugno 2026, l’Umbria è protagonista assoluta di Identità Golose Milano, giunta alla sua 21ª edizione. Per la prima volta nella storia del congresso — considerato il principale punto d’incontro internazionale per l’alta cucina e la pasticceria d’autore — una regione del Centro Italia ottiene il ruolo di regione ospite, con un programma dedicato che la colloca al centro della scena gastronomica nazionale. L’edizione 2026 è costruita attorno al tema «Identità Future»: un invito a immaginare la cucina che verrà, a partire dalle radici più profonde. E l’Umbria, con il suo scrigno di biodiversità agricola, i suoi paesaggi intatti e una nuova generazione di cuochi coraggiosi, risponde a questa sfida con una proposta coerente e visionaria.

“Una regione che continua a custodire il proprio patrimonio agroalimentare ma che, allo stesso tempo, lo interpreta con linguaggi nuovi, costruendo un dialogo tra agricoltura, sostenibilità, ricerca, creatività e cultura gastronomica.”  — Simona Meloni, Assessora regionale all’Agricoltura e al Turismo

Il tesoro nascosto: l’agrobiodiversità umbra

Al centro della presenza umbra a Identità Golose non ci sono solo le eccellenze conosciute, come il tartufo e l’olio extravergine DOP, ma soprattutto quel patrimonio di “biodiversità minore” che costituisce l’autentica ricchezza agroecologica della regione: varietà ortofrutticole autoctone, razze animali locali, cereali antichi, legumi dimenticati e produzioni artigianali di nicchia. Queste produzioni non sono semplici “ingredienti”: sono sistemi agro-culturali complessi, espressione di adattamenti evolutivi secoli di storia, presidio di biodiversità ecosistemica e serbatoio di resilienza per l’agricoltura del futuro. È questo il messaggio che l’Umbria porta a Milano: la qualità non è un attributo del prodotto finito, ma una qualità del paesaggio, delle pratiche e delle comunità che lo abitano.

Una regia istituzionale: Regione, Camera di Commercio e Parco 3°

La presenza a Identità Golose è il risultato di una partnership istituzionale solida che riunisce tre soggetti con missioni complementari: la Regione Umbria, la Camera di Commercio dell’Umbria e il Parco 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria.

Il Parco 3A è l’ente regionale deputato alla tutela, certificazione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità. Attraverso laboratori di analisi, programmi di certificazione e attività di promozione, il Parco 3A costituisce il ponte tra i produttori agricoli e i mercati nazionali e internazionali. La sua presenza a Identità Golose consente di portare all’attenzione di chef, food buyer e operatori del settore un portafoglio di prodotti certificati e tracciabili, con garanzie di qualità verificate.

La Camera di Commercio dell’Umbria contribuisce al progetto con la sua rete di relazioni con le imprese agroalimentari regionali e con la sua missione di sviluppo economico del territorio. Il coinvolgimento dei produttori agricoli — non solo come fornitori di materie prime, ma come co-protagonisti del racconto gastronomico — è una delle chiavi della strategia umbra: far capire che dietro ogni piatto c’è una storia di terra, di lavoro, di scelte produttive.

L’obiettivo dichiarato della partnership è duplice: da un lato, portare all’attenzione del grande pubblico le “realtà produttive meno visibili” che contribuiscono a mantenere viva la biodiversità regionale; dall’altro, rafforzare il presidio delle aree rurali, sostenendo economicamente chi sceglie di continuare a coltivare varietà antiche o ad allevare razze locali.

Sette chef, sette visioni del futuro

Il cuore della presenza umbra a Identità Golose sono i sette chef selezionati dal congresso per rappresentare la nuova gastronomia regionale. Non si tratta di una rassegna celebrativa, ma di una mappa intellettuale: sette modi diversi di abitare il territorio, sette dialetti culinari che, insieme, compongono una lingua.

Emanuele Mazzella  ·  Ristorante Cedri e Osteria del Borgo, Borgo dei Conti Resort, Mercatello sul Metauro (PG)

La sua cucina è un esercizio di precisione e bellezza: ogni piatto è costruito con rigore tecnico e con una consapevolezza profonda delle filiere agricole e pastorali umbre. Mazzella valorizza la stagionalità come principio etico prima ancora che gastronomico, costruendo un rapporto diretto con allevatori e agricoltori della regione.

Andrea Impero  ·  Elementi Fine Dining, Borgobrufa Spa Resort, Torgiano (PG)

Giovanissimo ma già riconosciuto come una delle voci più interessanti della cucina italiana contemporanea, Impero costruisce una proposta che mette in tensione creativa tecnica internazionale e identità locale. Il suo lavoro a Borgobrufa è un laboratorio permanente in cui il territorio umbro viene interrogato con gli strumenti della cucina più avanzata.

Serena Sebastiani  ·  Tenuta Borgo Santa Cecilia, Gubbio (PG)

La sua cucina è un’immersione nel paesaggio: erbe spontanee, prodotti dell’orto, selvaggina e funghi del bosco diventano gli strumenti di una narrazione autentica e poetica del territorio umbro. Sebastiani rappresenta una tendenza forte nella cucina contemporanea: il ritorno alla conoscenza botanica e alla raccolta come pratiche culturali prima ancora che culinarie.

Giulio Gigli  ·  Ristorante UNE, Capodacqua di Foligno (PG)

Considerato da molti critici una delle figure più originali della nuova cucina italiana, Gigli parte dal mondo vegetale e dalle microstagionalità per costruire piatti di straordinaria complessità. La sua ricerca sulle produzioni spontanee — dalla flora appenninica alle fermentazioni — è un contributo scientifico e gastronomico insieme, che colloca l’Umbria al centro del dibattito internazionale sulla cucina del futuro.

Vittorio Ottavi  ·  Ottavi Mare, Bevagna (PG)

Il progetto di Ottavi è una delle proposte più originali della scena umbra: portare il mare in una regione senza sbocco sul mare, creando un dialogo culturale e gastronomico tra la cultura della pesca e la sensibilità del territorio. Una cucina di confine, che sfida le categorie e apre nuovi orizzonti di ricerca.

Anna Rita Simoncini  ·  I Sette Consoli, Orvieto (TR)

La storica dell’Umbria gastronomica: il suo ristorante orvietano è da decenni un riferimento imprescindibile per la cucina di qualità della regione. La presenza di Simoncini a Identità Golose rappresenta la continuità della tradizione come valore vivo, non come nostalgia: una cucina che conosce profondamente il passato e lo traduce in forme contemporanee.

Ronald Bukri  ·  Coro, Orvieto (TR)

Nato all’estero e radicato in Umbria per scelta, Bukri porta nel proprio lavoro una molteplicità di influenze che arricchisce la scena gastronomica regionale. La sua cucina essenziale e contemporanea dimostra che l’identità territoriale non è un dato di nascita ma una pratica quotidiana, il risultato di un ascolto attento del luogo in cui si lavora.

La partecipazione a Identità Golose 2026 come regione ospite non è un evento: è una scelta di posizionamento strategico. Milano è il principale mercato di riferimento per il turismo enogastronomico italiano, il luogo dove si formano le tendenze e dove i produttori incontrano i compratori più qualificati. Essere presenti in questo contesto, con una narrazione coerente e una visione chiara, significa investire nell’immagine dell’Umbria come destinazione di qualità per i prossimi anni. Il dialogo tra alta cucina e agricoltura che il progetto umbro mette in scena ha un valore che va ben oltre il palcoscenico di un congresso. In questo senso, la presenza a Identità Golose è perfettamente coerente con le priorità strategiche del Piano di Sviluppo Rurale regionale e con gli obiettivi della nuova PAC 2023–2027: sostenere l’agricoltura di qualità, valorizzare la biodiversità, rafforzare la resilienza delle comunità rurali.

Un inizio, non un traguardo: le prospettive per il futuro

La presenza a Identità Golose rappresenta l’inizio di un percorso di racconto e valorizzazione che mette al centro ciò che da sempre rende unica questa regione: il legame con la terra, la qualità delle materie prime, il lavoro dei produttori e la capacità di trasformare la propria identità in una risorsa per il futuro. L’Umbria è una regione che ha fatto un lavoro profondo di auto-comprensione: sa cosa ha (un patrimonio agricolo di straordinaria ricchezza), sa chi sono i suoi interpreti migliori (una generazione di chef capaci e visionari), e sa cosa vuole costruire (un modello di sviluppo rurale sostenibile, dove qualità, identità e innovazione non sono in contraddizione ma si alimentano a vicenda).

Il “cuore verde d’Italia” batte forte. E Milano, in questi tre giorni di giugno, può sentirlo.

pienamente valorizzati nel quadro del nuovo riconoscimento comunitario.